LE MIE COLONIE DI ANDREA STELLA

 

 

Un viaggio comico e affettuoso tra le pieghe di un’estate — anzi, di più di una — passata in colonia. Quei luoghi mitici dove venivano mandati i bambini “per il loro bene”, ma che a volte sembravano ideati da qualcuno con un’idea piuttosto distorta di cosa significhi divertirsi.
L’autore raccoglie in queste pagine tutto: i compagni indimenticabili, gli episodi più assurdi, le prime esperienze di indipendenza forzata e quei momenti surreali che oggi fanno sorridere, ma che all’epoca sembravano veri e propri drammi. Racconta il bello, il brutto e il tragicomico con la leggerezza di chi, ormai adulto, può finalmente ridere di quei pantaloncini troppo corti e delle file alle docce degne di un addestramento militare.
Per chi ha vissuto le colonie estive, il libro diventa una piccola macchina del tempo: fa sorridere, sospirare e magari anche esclamare “succedeva anche da noi!”. Per chi invece non c’è mai passato, è l’occasione per scoprire un mondo ormai scomparso, dove bambini vestiti tutti uguali marciavano in fila per due, dormivano in camerate enormi e coltivavano l’arte della nostalgia.
È un racconto personale, ma con qualcosa di universale: perché dietro ogni marmellatina monodose, ogni maglietta a righe e ogni paio di sandali, si nasconde una storia che vale la pena ricordare e magari raccontare, anche solo per ridere ancora un po’.
“L’edificio era suddiviso in due bracci, uno per i maschi e uno per le femmine, collegati da un ampio corridoio. Poco distante, c’era una piccola costruzione isolata, l’infermeria o forse sarebbe stato meglio chiamarla ‘lazzaretto’. A chiudere il quadro, una cancellata invalicabile degna del nero cancello di Mordor, che sembrava messa lì per ricordare a tutti che, sì, la libertà era altrove.”

 

 

 

 

Andrea Stella

Nostalgico a comando, scrittore per caso, ex bambino traumatizzato dalle località balneari. Ha scritto questo libro perché la terapia costava troppo. Si muove con disinvoltura lungo l’asse Parabiago-Milano-Castelplanio.