Giornale di Seregno – martedì 20 febbraio 2018

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SCRIVERE PER RICORDARE

Un progetto per rendere eterno un legame spezzato troppo presto

 

 SEVESO (Isr) Scrivere per ricordare, per dare eternità ad un legame spezzato troppo pre­cocemente. E’ il progetto di Christian Zu­gni, ingegnere elettronico sevesino, con in fondo al cuore la passione per la lettura e la scrittura. Una passione che lo ha legato a filo doppio alla moglie Emanuela Radice, un legame che si è ulteriormente conso­lidato nel passaggio più doloroso della vita, quei due lunghi anni in cui Emanuela lotta contro una leucemia che, progressivamen­te, la porta via dall’affetto del marito e dei figli Alessandro e Federico. Emanuela ave­va 44 anni. «Emanuela ed io facevamo,qua­si a gara a chi leggeva di più – ricorda Zugni – Già da quando ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato il nostro cammino in­sieme, nel 1998. Leggevamo, poi ci scam­biavamo consigli, impressioni, emozioni su quanto avevamo letto. Poi, quando Ema­nuela si è ammalata, nella primavera del 2013, è nata l’occasione per ricominciare a scrivere».

Ricominciare a scrivere. Christian Zugni, da ragazzo, qualcosa scriveva: «Sì, al liceo, poi all’Università. La vita, il lavoro hanno fatto lasciare la passione nel cassetto. Dopo che Emanuela e tornata dalla prima lunga degenza in ospedale, trascorrevamo le se­rate insieme sul divano. Lei ad un certo punto aveva bisogno di riposare e andava a letto. Io mi mettevo alla tastiera del pc, poi leggevo ad Emanuela quello che avevo scritto. Lei mi dava consigli, alcuni passaggi li lavoravamo insieme. E mi incoraggiava a condividere con gli altri quello che avevo scritto. “Partecipa a qualche concorso”, mi ripeteva. E mi prometteva: “Intanto io gua­risco e ti accompagno a ritirare il premio”. Ho cominciato a rispondere a qualche ban­do di concorso. Poi ho vinto. Ma quella volta Emanuela non venne con me: stava meglio, aveva appena iniziato a lavorare, non poteva accompagnarmi. Venne la volta successiva, al premio Fogazzaro di Como. La malattia aveva già ripreso a segnarla e io,
che ero tra i dieci finalisti, non vinsi. Ma è una giornata di cui conservo un ricordo eccezionale».

Dopo un periodo di tregua, la malattia ha ripreso inesorabile il suo percorso. Chri­stian ha continuato a scrivere, per poi leg­gere i suoi lavori a Emanuela. Sono arrivati anche i riconoscimenti, momenti di se­renità in un periodo doloroso e complicato. Ecco perché, dopo più di due anni dalla scomparsa di Emanuela, il modo più bello per ricordarla è stato dedicarle un concorso letterario, quello presentato la scorsa set­timana dalla «Bottega Letteraria».

«Da quando è morta mia moglie – rac­conta Zugni con un po’ di rammarico – ho un po’ smesso di scrivere. Non perché sia tramontata la passione, ma perché sono rimasto da solo a fronteggiare le incom­benze della quotidianità e della famiglia, quelle incombenze che prima dividevamo in due».

 

Sergio Lambrugo

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